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Una vita libera – Rossanna Podestà
Walter Bonatti. Una vita libera (Rizzoli)
“Uno sguardo cristallino, morale fino all’ingenuità, sulle cose del mondo, della società, della politica, uno sguardo che sembra calibrato sui ghiacci, sulle rocce, sugli orizzonti della natura più che sugli ambigui paesaggi umani.” Questo sguardo limpido, così ben descritto da Michele Serra, è la prospettiva dalla quale Rossana Podestà racconta un uomo libero: oltre l’alpinista, l’esploratore, il reporter, il fotografo e lo scrittore. Il volume prende le mosse dai sogni di un ragazzo che segue il volo delle aquile nei cieli bergamaschi e gioca sul Po immaginando oceani e deserti, dando fuoco alla fantasia attraverso la lettura dei grandi scrittori d’avventura, da London a Defoe, Melville, Conan Doyle e Hemingway. Le pagine ripercorrono, attraverso testi e immagini, le imprese alpinistiche e i viaggi nei cinque continenti, e danno voce a pensieri ed emozioni. Gli oggetti fotografati portano l’impronta di un uomo straordinario che si è misurato con pareti inviolate, è sopravvissuto a grandi tragedie, ha scoperto terre estreme e inospitali, si è avvicinato, con rispetto e curiosità, ad animali feroci e a popoli primitivi. Un libro “a due voci”, intenso e irripetibile, la testimonianza di un confronto costante e onesto con se stesso e con le forze della natura, ricco di ricordi personali, testi mai pubblicati dai suoi taccuini di viaggio, scritti di amici. E soprattutto, attraverso le parole della compagna, la scoperta di un Bonatti inedito e privato, che porta la propria donna a conoscere le “sue” montagne, che è conquistato dall’affetto di una grande famiglia e che trova una vera casa a Dubino pur conservando la voglia, inesauribile, di conoscere nuove terre lontane.

Alpinismo estremo – Mark Twight, James Martin
DALL’INTRODUZIONE DI Mark Twight
(…) Ogni via estrema ha un prezzo, e se non sei pronto a pagarlo, meglio abbassare il tiro.
In montagna incontriamo situazioni di pericolo in cui soltanto un vasto bagaglio di conoscenze permette una risposta adeguata. È fondamentale avere una precisa competenza su ogni singolo aspetto della vita in parete. (…)
Muovendosi su terreno insidioso, rapidità significa sicurezza. Scalare al proprio limite è come giocare alla roulette russa: con ogni rotazione del tamburo, le probabilità di trovare la pallottola aumentano. “Continua a salire” è quindi il mantra che l’alpinista estremo ripete costantemente. Quello di muoversi velocemente è un concetto che permea ogni pagina di questo testo.
Scegli la tecnica che più si addice al tuo stile e alle tue ambizioni. Leggi, studia, metabolizza, rielabora, sfrutta le idee che funzionano meglio per te, e scarta o ignora ciò che ritieni inutile. Assicurati di essere sulla stessa lunghezza d’onda del tuo compagno: per alcuni è fondamentale salire una via completamente in libera, e appendersi al materiale sarebbe inaccettabile. Se non sei un purista altrettanto rigoroso, forse è meglio sceglierti un altro compagno…

 

 

ALEPH – Paulo Coelho
E’ uscito il 21 settembre l’edizione italiana del nuovo romanzo del popolare autore brasiliano Paulo Coelho. Aleph è un romanzo che si propone di insegnare ad affrontare le proprie paure, utilizzando il proprio istinto e aprendo con gioia la mente alle infinite strade che collegano tutti gli esseri umani mentre intraprendono il percorso della vita.

Il protagonista è lo stesso Paulo Coelho, che, come numerosi suoi personaggi in passato, sta attraversando una crisi spirituale ed è alla ricerca di un percorso che lo guidi alla rinascita. A questo scopo intraprende un lungo viaggio che lo porterà ad attraversare l’Europa, l’Africa e l’Asia lungo il percorso della linea ferroviaria Transiberiana.

Lungo questa strada conoscerà nuovi amici, tra cui “Yao, il traduttore che sta ancora piangendo la perdita della moglie; Tatiana, una donna russa con cui il protagonista condividerà un’esperienza di trasformazione; e soprattutto la giovane violinista Hilal, la donna che Paulo ha amato cinquecento anni prima, ma che ha tradito con un gesto di codardia talmente estremo da impedirgli di raggiungere la felicità in questa vita”. Tutti insieme intraprenderanno un lungo viaggio mistico che li porterà più vicini alla meta ultima di ogni uomo, l’infinito Amore…

 


Eisklettern – Ghiaccio, Misto e Drytooling – Will Gadd

 

 

 

 

 

 

 

Un movimento di troppo – Thomas Hochholzer e Volker Schoeffl

Quante trazioni su un monodito svaso posso fare e cosa devo pensare se alla quarta sento uno schiocco e un gran dolore?

L’allenamento è la base se si voglio ottenere dei risultati e salire progressivamente di grado, ma una buona preparazione va pensata e studiata per non sovraccaricare e traumatizzare il nostro corpo.

I dottori Thomas Hochholzer e Volker Schoeffl entrambi tedeschi riassumono in questo libro “Un movimento di troppo” edito da Versante Sud gli infortuni e le sindromi da sovraccarico nell’arrampicata sportiva per prevenire e curare eventuali traumi.

Chi scala spesso è alle prese con tendiniti, lesioni alle articolazioni e danni muscolari, che non sempre trovano una esaustiva risposta da medici e specialisti, più esperti in patologie di ginocchia e caviglie – legate a sport più diffusi come il calcio o il basket – che a quelle di dita e mani.

 

 

Jolly Power – Allenamento arrampicata, bouldering e alpinismo
Uno strumento pratico per allenare forza, resistenza e tecnica, con più di 100 programmi, oltre 100 esercizi spiegati e illustrati. Uno strumento ancora più potente per allenare gli aspetti mentali ed emozionali. Uno studio teorico e sperimentale sull’influenza degli aspetti fisici, morfologici, mentali e tecnici nella scalata. Un elenco di aforismi e di piccoli racconti di vita arrampicatoria vissuta.
Questo libro nasce da un atto di presunzione: considerare la scalata non solo come uno sport, ma una disciplina o addirittura un’arte, che comprende al suo interno anche una branca che può essere considerata tipicamente sportiva, come le gare su struttura artificiale. Fino a ora tutti i lavori riguardanti la scalata sono stati esclusivamente accademici, riducendosi all’aspetto sportivo, con i soliti discorsi su ATP, sovracompensazione, sistema anaerobico-lattacido ecc., oppure eccessivamente “filosofici” ma senza validi appoggi scientifici. Quello che serve è la somma di tutte e due le cose: la scienza dello sport e la fisiologia devono essere studiate e conosciute profondamente dal maestro, ma non sono sufficienti, e le metodologie classiche della teoria dell’allenamento potranno essere applicate alla scalata solo dopo opportune trasfigurazioni: il maestro dovrà essere allenatore, ma anche “guru”.

 

Confessioni di un Serial Climber – Mark Twight
Profondamente introspettivo, ma anche arrogante, grandioso, estremista, questo libro ha diviso la letteratura di montagna americana, dissacrando convenzioni, racconti e situazioni. Vincitore al Mountain Book Festival di Banff nel 2001, ha aperto lo sguardo su una concezione dell’alpinismo e della vita che nessuno aveva mai osato esprimere. Dal Monte Bianco all’Himalaya, dal Canada al Pamir, l’alpinismo estremo è stata la risposta di Twight alla “stupidità e alla mediocrità” e, nello stesso tempo, perfino un modo per sfuggire al suicidio. Cinismo, ossessioni, corse, sono accompagnati dai testi di canzoni punk che Twight ascolta durante le proprie scalate, in cui valanghe, morti di amici, soccorsi epici non sono mai ragioni di fuga. Un thriller impenitente, che ha scandalizzato e fatto riflettere dentro e fuori le montagne.

 

 

 

 

Topo di falesia
Quando Jerry Moffatt, un diciassettenne strafottente, balzò agli onori della cronaca, il mondo dell’arrampicata non aveva mai visto niente di simile. Moffatt, incrollabilmente ambizioso, era concentrato fin da ragazzo su una sola cosa: diventare il migliore del mondo. Questo è il racconto della sua ascesa fulminea verso l’Olimpo dell’arrampicata, e di come è stato in grado di superare gli infortuni restando al vertice per oltre vent’anni. Climber di punta, atleta brillante nelle competizioni e pioniere della nuova disciplina del bouldering: la sua storia coincide con quella dell’arrampicata sportiva degli ultimi trent’anni intrecciandosi con quella degli altri grandi campioni dell’epoca: Wolfgang Güllich, Ben Moon, Ron Fawcett, Patrick Edlinger, François Legrand. Tuttavia Jerry Moffatt è più di un atleta dalla determinazione irriducibile. Le sue avventure di giramondo alla ricerca del coronamento dei suoi sogni sono un ritratto avvincente e spesso esilarante dell’ambiente dell’arrampicata, in tutti i suoi splendori, pericoli e fissazioni, oltre a rappresentare la storia di una vera e propria leggenda dello sport.

 

 

Il grande alpinismo invernale – Andrea Gaddi e Gianni Rusconi
“Il grande alpinismo invernale” è l’affascinante storia di Gianni Rusconi, alpinista di Valmadrera che ha realizzato un’impressionante serie di ascensioni invernali sulle più grandi pareti delle Alpi, tra il 1968 e il 1977. Una lunga stagione alpinistica che Gianni ha sempre condiviso con l’inseparabile fratello Antonio e con gli amici Crimella, Villa e Tessari dando vita al leggendario team dei “5 di Valmadrera”. La sua attività invernale si è sempre distinta per un forte spirito di gruppo che ha permesso di superare ogni difficoltà. Di solide basi morali, Rusconi realizzò una serie di incredibili e audaci prime invernali. In quegli anni l’inverno era rigido, nevoso e soprattutto lungo. Ciò obbligava Rusconi a delle imprese memorabili che duravano intere settimane di permanenza in parete. Dalla direttissima alla parete Sud della Torre Trieste, alla Via delle Guide al Crozzon di Brenta, dalle nuove vie (in inverno) sul Pizzo Badile, sul Pizzo Cengalo e sulla parete Nord-Ovest del Monte Civetta. Poi ancora prime invernali come il temuto Diedro Philipp-Flamm in Civetta, sul Monte Bianco la nuova via al Pilier d’Angle e le invernali alla Chandelle du Tacul, al Pic Gugliermina e al Dente del Gigante. Infine, le spedizioni extraeuropee in Alaska, Perù e Himalaya. Tutte montagne di grande fama, sulle quali è stata vissuta una lunga carriera invernale che da allora non risulta ancora eguagliata. Una vita vissuta affrontando i problemi più difficili, nella stagione meno favorevole, incurante dei numerosi bivacchi, sfidando il gelo, la tormenta e le valanghe. Una storia di tenacia, di volontà e d’amicizia.

 

 

Montagna vissuta – Reinhard Karl
Una tensione formidabile ed una capacità di far rivivere certe emozioni è tipico di questo libro degli anni giovanili, a questi interamente dedicato. Quasi una summa dell’alpinismo on the road.

 

 

 

 

 

 

Freney 1961 – Marco Ferrari
14 luglio 1961, a Courmayeur scatta l’allarme. Sul pilastro più estremo del Monte Bianco, il Pilone Centrale del Frêney, sono dispersi sette alpinisti guidati da Walter Bonatti e Pierre Mazeaud. Pioggia, neve, temporali a catena, una perturbazione che sembra non finire mai. E così l’Italia del miracolo economico, ingenua e curiosa, si stringe intorno alla radio e alla televisione, dove Andrea Boscione ed Emilio Fede raccontano ora per ora gli sviluppi della tragedia. Il Pilone diventa un dramma nazionale, un dramma da copertina. Questo racconto emozionante ricostruisce tassello su tassello l’avventura dei sette sfortunati alpinisti, di cui soltanto tre faranno ritorno; ma è anche la testimonianza di un’epoca ormai lontana, diversa, quando i sogni degli alpinisti sapevano scaldare i cuori della gente. La drammatica storia del Pilone Centrale diventa un episodio simbolico che racchiude il significato dell’intera epopea dell’alpinismo classico.

 

Alchimista – Paulo Coelho
Un pastorello andaluso, Santiago, ha un grande desiderio: viaggiare. E, dopo un sogno premonitore, si mette in viaggio per Tarifa, dove una zingara lo invita a raggiungere le piramidi d’Egitto, dove, a sua detta, troverà un tesoro. L’incontro con il vecchio Melquidedec, re di Salem, che si offre di svelargli il sito del tesoro in cambio di un decimo del suo gregge, rafforza Santiago nei suoi propositi. Ritroviamo il pastorello a Tangeri, derubato di ogni suo avere e costretto a lavorare per mesi presso il Mercante di Cristalli. Raccolto il denaro necessario, si rimette in viaggio nel deserto e qui incontra un inglese alla ricerca della pietra filosofale. Da ogni incontro Santiago trae qualche perla di saggezza. Giunto infine alle piramidi, si accinge a scavare alla ricerca del tesoro, ma un cavaliere lo avverte che esso si trova in Ispana, sotto un sicomoro accanto a una chiesetta. Santiago rientra in patria, dove infine troverà il baule pieno di monete d’oro.

 

 

 

La conquista dell’inutile – Lionel Terray
E’ difficile persino trovare le parole per descrivere l’intensità accecante che spira dalle pagine di questo riassunto di vita. Lionel Terray riesce a profondere una tale densità di emozioni nelle pagine scritte che diventa ardua impresa quella di concentrarle nelle parole rigide di una recensione. Di libri di montagna se ne leggono tanti e le emozioni si accompagnano a momenti, affetti, finestre su panorami tinti di azzurro e freddi come la tundra. Il libro di Terray è unico e profondo come un pozzo abissale dove l’acqua si indovina e le pareti risuonano di echi continui. Pubblicato per la prima volta per i tipi di Gallimard nel 1961, quattro anni prima della scomparsa del suo amato autore, viene ora rivisto nella traduzione vivacissima e tambureggiante di Andrea Gobetti, speleologo audace e scrittore godibilissimo che sa scrivere in modo maledettamente invidiabile.

 

 

 

342 Ore sulle Grandes Jorasses – René Desmaison
Trecentoquarantadue ore, più di due settimane. Una bella vacanza lunga, di quelle non più in voga. Che a consumare i giorni su una spiaggia passano in fretta, ma che in parete a quattromila metri, sotto l’infuriare della bufera, possono valere una vita. O una morte. Torna il libreria, per i tipi di Corbaccio, 342 ore sulle Grandes Jorasses, di René Desmaison. Grande classico della storia alpinistica, resoconto di un dramma che può reggere il confronto con quelli dell’Eigerwand, del “naufragio” sul Bianco e del Pilone centrale, testimonianza amara di come le meschinità umane affiorino anche in montagna, rischiando di tagliare quel filo di speranza, più sottile della corda, cui sono tavolta appese le sorti degli scalatori.

 

 

 

Ho scelto di arrampicare – Chris Bonington
Negli anni Sessanta qualcuno cominciò a scrivere una grande pagina dell’alpinismo moderno, ma pochi osservatori se ne resero conto. Era difficile immaginare che sulle piovose colline della Gran Bretagna stesse crescendo una formidabile generazione di alpinisti. Li ritroviamo in questo libro: Hamish MacInnes, ascetico e selvaggio, l’imperturbabile Whillans dalla battuta tagliente, e tanti altri. Sono i compagni di cordata di Chris Bonington che racconta i suoi primi passi sulle basse e aspre montagne del Galles e della Scozia, le prime scalate sulle Alpi, le prime spedizioni in Himalaya. E poi le grandi salite e la decisione di abbandonare la carriera nel mondo degli affari per dedicarsi alla montagna a tempo pieno. Bonington diventerà il più famoso alpinista inglese e scriverà molti libri di successo.

 

 

Il tempo in montagna – Giovanni Kappenberger e Jochen Kerkmann
Il tempo in montagna presenta alcune peculiarità che lo differenziano da quello che si manifesta in pianura: le temperature sono più basse, le precipitazioni maggiori, i venti più forti, la variabilità più accentuata e quindi anche i potenziali pericoli connessi si manifestano in tutta la loro drammaticità, cogliendo spesso impreparati alpinisti e escursionisti. La presenza di catene montuose, che influiscono sul moto delle masse d’aria, comporta inoltre maggiori difficoltà d’interpretazione per i previsori. Questo volume è indirizzato a tutti coloro che frequentano la montagna sia per lavoro sia per svago e intendono approfondire la conoscenza e la capacità d’interpretazione dei fenomeni meteorologici che caratterizzano l’ambiente alpino. Dopo una prima parte dedicata alla trattazione dei principali fattori meteorologici, vengono affrontati gli aspetti tipici della meteorologia alpina, quali sbarramento e favonio, inversione termica, venti locali, temporali e quindi gli aspetti applicativi, quali la previsione del tempo e i pericoli connessi al tempo.

 

La montagna di luce – Peter Boardman
Questo libro è il resoconto di un’impresa alpinistica: la conquista della parete ovest del Changabang, la più impegnativa parete di granito dell’Himalaya del Garhwal, in una spedizione leggera a due. Ma è anche la storia di come salire una montagna possa diventare lo scopo che tutto trascende, al di là di ogni considerazione su una probabile sconfitta. Ed è la storia della tensione e del reciproco isolamento che si creano in quaranta giorni di convivenza a due fino al momento della grande gioia per il successo di quella che Chris Bonington definì “l’impresa più difficile compiuta in Himalaya”.

 

Malato di montagna – Hans Kammerlander
L’autore, tirolese, alpinista estremo, guida alpina e maestro di sci, è uno dei più famosi alpinisti d’alta quota del mondo. Giovanissimo ha raggiunto le vette dell’Ortler, del Monte Bianco, del Matterhorn e ha scalato le parete Nord dell’Eiger. Fino ad oggi ha scalato moltissime vette delle Dolomiti e delle Alpi ed è salito su 12 dei 14 “ottomila” (7 dei quali con Reinhold Messner). Nel 1990 è sceso con gli sci dal Nanga Parbat, nel 1996 è salito in solitaria in tempo record sull’Everest senza ossigeno dal quale è, fino ad oggi, anche l’unico ad essere sceso con gli sci. Nel 1998 è salito sul Kanchenghonga, il terzo monte più alto del mondo.

 

 

 

 

La libertà di andare dove voglio – Reinhold Messner
Dalle Odle – la catena dolomitica che sovrasta la casa in cui viveva da bambino all’irripetibile
sequenza dei 14 ottomila, dalle prime gite con il padre, alle vette di cinque continenti: in La libertà di
andare dove voglio, Reinhold Messner racconta, una per una, tutte le sue imprese.
Anno dopo anno, rivivono in queste pagine gli straordinari exploit di un alpinista che ha cambiato il
modo di avvicinarsi alla montagna: muovendosi sempre con estrema agilità organizzativa e con una
velocità fino a quel momento impensabile, riducendo al minimo i supporti tecnologici e rispettando al
massimo l’ambiente.
Mentre ci parla delle montagne della sua vita, Messner ci rende partecipi delle sue riflessioni, spesso
maturate in condizioni estreme, e affronta una vastissima gamma di temi. L’incontenibile bisogno di
libertà, e la continua necessità di mettersi alla prova, di verificare i propri limiti fisici e psichici. Il
pericolo e la paura. Il mistero e l’imprevedibilità della natura. Il peso delle responsabilità, l’intesa con i
compagni di cordata, l’amicizia e i litigi. L’appagamento dopo i successi, ma anche le sconfitte, le
rinunce e le tragedie, compresa la morte del fratello Giinther sulle pendici del Nanga Parbat, rivissuta
in pagine di sconvolgente intensità.
La libertà di andare dove voglio non è solo il racconto in prima persona delle ascensioni
«impossibili» di Messner: è soprattutto la testimonianza di un uomo che non ha mai vissuto queste
imprese come un fine, ma come tappe del suo cammino di conoscenza.
Reinhold Messner è nato a Villnoss/Funes nel 1944; quando non è impegnato nelle sue avventure,
vive nel castello di JuvaI. In Italia sono già state pubblicate diverse sue opere, tra cui: Everest (1979),
Il limite della vita (1980), Tutte le mie cime (1984), La corsa alla vetta (1986), Sopravvissuto. I miei
14 ottomila (1987), Antartide. Inferno e paradiso (1991)

 

Aria sottile – Jon Krakauer
Il 10 maggio 1996 una tempesta colse di sorpresa quattro spedizioni alpinistiche che si trovavano sulla cima dell’Everest. Morirono 9 alpinisti, incluse due delle migliori guide. Con questo libro, l’autore, che è uno dei fortunati che riuscirono a ridiscendere “la Montagna”, scrive non solo la cronaca di quella tragedia ma intende anche fornire importanti informazioni sulla storia e sulla tecnica delle ascensioni all’Everest. Offre inoltre un esame provocatorio delle motivazioni che stanno dietro alle ascensioni ad alta quota, nonché una drammatica testimonianza del perché quella tragedia si poteva evitare.